Il Grande Omi ed il diritto di opporsi all’oblìo

Il Grande Omi ed il diritto di opporsi all’oblìo

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Il Grande Omi è stata la mia band dal 1993 al 2001. Oltre ad alcuni demo, abbiamo inciso per CPI/Sonica un album omonimo, e siamo usciti su alcune compilation tra le quali la splendida “Matrilineare”. Mentre stavamo ultimando il secondo album la storia di CPI/Sonica si è conclusa, e questo in modi diversi ha portato alla fine anche della nostra band.

Per motivi che non conosco [e che non mi interessano], chi deteneva i diritti sul master del nostro album se n’è disfato, vendendoli a non so quale major label. Questi signori, valutando presumibilmente i costi di stampa come superiori ai potenziali ricavi, hanno tolto l’album dal catalogo delle opere in vendita, e a tutt’oggi non hanno ritenuto opportuno renderlo disponibile in alcuna forma, compresi i nuovi modelli di vendita digitale telematica.

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Plotino y Porfirio en Barcelona – Vol. 01

Plotino y Porfirio en Barcelona – Vol. 01

[passeggiando per passeig de Gracia]

Plo: – Sai cosa voglio fare? Voglio prendere tutte queste cazzate che diciamo e metterle sul blog. Vedo gia’ il titolo: Plotino e Porfirio a Barcellona –
Por: [ride]
Plo: – No davvero. Voglio mettere in piazza lo spappolamento dei nostri neuroni. E poi e’ un buon esercizio per scrivere dialoghi. –
Por: – E pensi di riuscire a ricordarti tutto quello che diciamo? –
Plo: – Certamente no. Ma tanto ci mettero’ anche cose inventate di sana pianta. –
Por: – [ride] Con la memoria che ti ritrovi, scriverai praticamente solo cazzate. –
Plo: – Perche’, di solito cosa diciamo? –
Por: – Cazzate. –

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Pablo

Pablo

Pablo probabilmente e’ stato l’unico vero poeta che io abbia avuto la fortuna e la sfiga di conoscere.

Comincio’ ad avvicinarsi alla mia vita tramite i racconti degli altri. Beppe mi aveva gia’ parlato di questo gruppo di ragazzini di Vestone che, a suo dire, erano fantastici. Un giorno in macchina mi fece sentire il loro primo demo, che era registrato in sala prove con un radiolone. Era molto grezzo e non tutti i brani erano dello stesso livello, ma alcuni erano davvero grandiosi. Testi e melodie, persino gli arrangiamenti. C’era dentro una maturita’ artistica difficile da concepire in un gruppo di ragazzini meno che ventenni, e c’era una poesia semplice e diretta che mi incantava almeno quanto iniziava ad incuriosirmi la testa nella quale questa poesia si formava.

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Roma – Premio De Andre’ 2006

Roma – Premio De Andre’ 2006

La giornata comincia alle 06:30 davanti alla sala prove, a Milano.

Come spesso mi succede sono il primo ad arrivare. Caffe’ e brioscina tiepida. Sigarette a ripetizione, mi aspetta un lungo viaggio in macchina con dei non-fumatori. Devo riuscire a fumare cosi’ tanto da farmi venire la nausea, altrimenti il tempo rischia di fermarsi del tutto.

Alle sette ci siamo tutti. Mentre carichiamo gli strumenti una ragazza minuta esce di casa, portata a spasso da un pitbull che pesera’ almeno quanto lei. Appena il cane nota un gruppetto di persone affaccendate (noi) lancia un abbaio profondo e cerca di scattare nella nostra direzione. Dalle dimensioni e dall’espressione immagino che potrebbe avere ragione di noi in pochi secondi, anche se siamo in otto. La ragazza lo trattiene, e per qualche secondo sembra che stia facendo sci nautico. Siamo salvi, possiamo partire.

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